Il richiamo del mare
di Barbara, dalla Rubrica “Riflessioni di una strega di Mare”

 

“Le donne tornano a se stesse, s’infilano la pelle di foca e se la stringono addosso, e sono pronte ad andare: ma andare è difficile, è davvero difficile rinunciare a quello che ci ha tenute tanto occupate, e andare.”
-Clarissa Pinkola Estes

Indossa la tua pelle di foca: Barbara nuoterà con te nei profondi Mari del Nord.
Secondo alcune leggende scozzesi (ma anche irlandesi e nordiche) le foche sono esseri fatati che hanno deciso di vivere in mare.
Il loro nome è selkie.

 

 

 

❝ Quando si guarda il mare si pensa immediatamente alla sua immensità, alla sua bellezza e alla sua forza. Meno spesso, forse, si guarda il mare e si pensa alla sua misteriosità, a quanti esseri lo popolano di cui non conosciamo ancora l’esistenza o che semplicemente sono rintanati in un loro angolo di mare per noi irraggiungibile. Nonostante l’uomo sia biologicamente costituito maggiormente di acqua, la totale conoscenza e il controllo del mare gli è sempre sfuggito. Difatti, per quanto un uomo possa amare il mare e sentirsi legato ad esso, quando si ritrova a nuotare in questa immensa massa di acqua salata non ha il totale controllo del proprio corpo, non come un abitante di quello che sembra quasi un mondo a parte.

E se ci fosse stato un tempo in cui l’uomo avesse vissuto nei fondali marini con altre sembianze?

Tutti noi da bambini abbiamo ascoltato la leggenda delle sirene, proveniente in forme diverse da molte parti del mondo. Tutti conosciamo l’aspetto antropomorfo di una sirena, metà donna/uomo e metà pesce. Ne abbiamo sentito parlare persino nelle favole come Peter Pan e l’isola che non c’è! Ma, personalmente, mi è capitato di leggere una leggenda più interessante che mi ricollega a questi strani esseri mitologici che nelle diverse tradizioni hanno popolato il mare.

Si tratta della leggenda delle Selkie, creature della mitologia scozzese, irlandese e islandese. Le Selkie sono foche che prendono le sembianze di donna nelle notti di luna piena, un po’ come lupi mannari del mare ma con trasformazione inversa! Nel loro aspetto animale vivono in gruppo in mare. Appena la luna piena illumina il cielo notturno, le Selkie possono decidere di rimanere in acqua o spogliarsi del loro manto di foca e trasformarsi in donne fino a che non sorga di nuovo il sole. Queste mitologiche creature durante le notti di luna piena in cui godono di forme femminili devono prestare attenzione al loro manto di foca, poiché se un uomo arriva ad appropriarsene sarebbero legate a lui per sempre.

A tal proposito, infatti, si narra di una Selkie vissuta sull’isola di Inis Oirr, la quale intenta a osservare il mare da uno scoglio nelle sue sembianze umane, permise a un uomo di rubare il suo manto e nasconderlo in modo che la creatura fosse legata a lui e lo amasse per sempre. Passarono gli anni e la Selkie amava il suo uomo, la bambina da lui avuta e la loro casa, ma nel suo sguardo era dipinto costantemente un velo di malinconia che si assopiva solo la notte, momento nel quale ella si avvicinava al mare e restava a guardarlo cantandogli delle canzoni. Finché un giorno la donna, casualmente, trovò nascosto in casa sua il manto di foca a lei appartenente. Nonostante l’amore che provava per quella che ormai era la sua famiglia, il richiamo del mare era forte e impossibile da evitare. La Selkie tornò per sempre in mare, il mondo a cui apparteneva realmente.

Né l’amore né l’affascinante e lusinghiero mondo terreno avevano potuto tenerla distante dai suoi abissi.

E’ solo una leggenda, come quella che tradizionalmente conosciamo sulle sirene. Eppure, talvolta, osservando il particolare legame che alcune donne possiedono con il mare, mi piace pensare a dove sia nascosto il loro manto. ❞

 

 

Questo articolo è stato editato a quattro mani in collaborazione con:
Barbara cura per L’Erbario Segreto la rubrica “Riflessioni di una strega di mare“ ed è una studentessa appassionata di libri. Gestisce una pagina personale: La rocchetta magica. Il suo fiore preferito è la rosa di un rosa molto chiaro, quasi pallido: elegante e delicato, le ricorda sua madre.
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